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Archive for febbraio 2012

Io non mi vedo nel posto fisso, questo no, e sono d’accordo con quanto recentemente affermato dal Presidente del consiglio. Certo, dopo tre-cinque-sette anni (dipendentemente dall’età e dalla fase professionale) è senz’altro interessante rimettersi alla prova per non lasciarsi andare. Potrebbe anche avere senso farlo all’interno della stessa organizzazione, tramite una promozione, o un cambio di ruolo. Insomma, per continuare a crescere. Quindi sì, certamente un posto fisso in cambio di sfide valorizzanti e possibilità di crescita personale e/o economica, è monotono – (che caso però che la monotonia sia una sensazione che sboccia quasi sempre in concomitanza della sicurezza…).

Il problema, comunque, non mi si è ancora posto. A scanso di equivoci e a titolo informativo vorrei quindi comunque fare presente quale sia la vita del lavoratore temporaneo cronico, in scadere di contratto (più o meno a sei mesi dalla fine del contratto), che ha già passato parecchi anni in questa situazione (e siccome molti contratti al giorno d’oggi sono di soli 6-12 mesi, si parla della gran parte del tempo di vita di una persona…).

Ho volutamente esagerato (ma forse nemmeno più di tanto…).

Lunedì
Mattina: lavoro.
Pausa pranzo: scrivere lettera di motivazione, con scadenza dopodomani.
Pomeriggio: lavoro…è tanto ma devo mantenere un po’ di energie per stasera.
Sera: finisco la lettera e aggiusto il CV

Martedì
Mattina: lavoro, ma intanto penso alla lettera che devo inviare.
Pausa pranzo: rileggo e invio lettera + ricerco altri posti dove mandare CV
Pomeriggio: lavoro…accumulato da ieri, quindi resto fino a tardi.
Sera: morto/a di stanchezza

Mercoledì
Mattina: lavoro, ma penso a se la lettera andava bene e a quando mi faranno sapere qualcosa da quel colloquio…
Pausa pranzo: scrivo ad alcuni contatti per indagare possibilità di lavoro.
Pomeriggio: lavoro. Dopo tre giorni di pausa pranzo davanti al computer mi sento però un po’ stressato/a…
Sera: varie

Giovedì
Mattina: avrei voluto prendermi la mattina libera per concentrarmi sui CV, ma non ho ferie…
Pausa pranzo: stampo alcuni annunci e imbastisco un’altra lettera di motivazione
Pomeriggio: lavoro: questo report è interessante e vorrei prendermi tempo per leggerlo…ma..forse è più urgente la mia vita e i CV, perché il tempo stringe e non ha più senso investire troppo su questo lavoro!
Sera: morto/a di stanchezza, anche se sono uscito/a apposta prima per i CV!

Venerdì
Mattina: lavoro. Vorrei proporre questa iniziativa al mio capo…ma a che pro, fra pochi mesi non ci sono più.
Pausa pranzo: mi prendo una pausa pranzo decente
Pomeriggio: lavoro. Che ansia, ho mandato solo un CV questa settimana!
Sera: contatti sociali: amici, compagno/a. Chissà però per quanto resterò ancora in questa città e che ne sarà di loro…

Sabato e Domenica
Almeno un pomeriggio dei due dedicato a scrivere lettere e adattare CV, finalmente con piena concentrazione.
 

Una monotona vita col posto fisso (o con tutte le tutele o alternative del caso)

LunedÌ
Mattina: lavoro.  È proprio interessante.
Pausa pranzo: pausa
Pomeriggio: lavoro
Sera: stacco la testa e progredisco in quello che mi piace fare: corso di disegno / suono uno strumento / vado al corso di canto

Martedì
Mattina: lavoro. Mi piacerebbe approfondire questo aspetto.
Pausa pranzo: corso di yoga
Pomeriggio: Lavoro. Voglio capirci di più di questa cosa e investo un’ora del mio tempo in più per leggere questo report.
Sera: stacco la testa e programmo il futuro: comincio a organizzare la prossima vacanza con amici o familiari

Mercoledì
Mattina: lavoro. Grazie alla lettura di ieri sera ho capito delle cose in più.
Pausa pranzo: pranzo con una mia amica che non vedo da tanto
Pomeriggio: Lavoro.  Propongo una cosa nuova al mio capo.
Sera: stacco la testa e sono connesso/a al presente: leggo un libro interessante a casa e dedico tempo ai miei amici o familiari

Giovedì
Mattina: lavoro.
Pausa pranzo: sbrigo un po’ di commissioni in centro
Pomeriggio:  lavoro. È tanto, ma mi sento pronto per nuove responsabilità, e questo mi gratifica.
Sera: Il lavoro è tanto e stasera me lo porto a casa, e va bene così. Dopotutto, è il MIO lavoro, mi ci rispecchio e costituisce una parte della mia identità.

Venerdì
Mattina: lavoro.
Pausa pranzo: pranzo coi colleghi
Pomeriggio: lavoro. Il capo mi parla di un nuovo progetto per il quale ha pensato a me.
Sera: stacco la testa e vivo: mi dedico ai miei affetti, agli amici, al mio compagno/a con la tranquillità di potervi investire.

Sabato e Domenica
Stacco la testa e vivo.

** Ora, io mi chiedo come i datori di lavoro si accontentino del primo profilo…**

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