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Archive for novembre 2012

Marco. Incontrarti dopo 10 anni suona coma una canzone di Guccini, perché sa di fotogrammi di Bologna e di treno preso di corsa sfogliando orari su un consunto libretto cartaceo. Potrebbe essere Incontro (il nostro però non è stato triste), ma con alcuni fotogrammi di Eskimo. Anche se questa volta eravamo a Roma, per te ormai tua e naturale, per me così fuori contesto.

Ma la cosa più suggestiva è l’eco di quel mondo in cui piano piano ci si perdeva scomparendo nella linea della vita. Si perdevano i contatti, e ci si perdeva.

Ci siamo incontrati i primi giorni di università, ma dove precisamente? E ci siamo allontanati quando maneggiavo forse il mio primo cellulare, e fastweb di certo non era ancora approdato a Bologna. Non ci siamo mai scritti un’email. Con un cellulare perso, se ne andò anche il tuo numero di telefono. A ripetizione, negli anni, ho messo il tuo nome in Google, e poi nei social network, senza mai avvicinarmi a un indizio. Ti immaginavo di scegliere, un po’ testardo e un po’ snob, di restarne fuori; e infatti un po’ così è stato.

Nonostante l’ultimo miglio lo abbiamo percorso grazie a LinkedIn, sono abbastanza giovane da non avere mai dovuto colmare, tramite i social network, assenze così lunghe: non mi era mai capitato di rivedere riaffiorare dalla nebbia dei ricordi, dopo 10 anni, una persona importante, né riallacciarsi in modo così fluido a certi ritmi interni e quasi dimenticati.

Ecco, e poi tu mi fai venire in mente che “più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane” (è un estratto del monologo finale de “The big Kahuna”, che peraltro non ho mai visto). O meglio, hai bisogno delle persone che possono rammentarti pezzi di te che testardamente trascuri, o fai finta di dimenticare…

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