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Archive for agosto 2013

La gente oggi sa vivere solo in società. Non in comunità. L’anima della società è la legge. L’anima della comunità è l’amore (Rossellini, 1963)

Ho appena avuto modo di vedere My voyage to Italy (1999), un documentario firmato Martin Scorsese, dove il regista americano, nipote di siciliani emigrati nei primi novecento, ci accompagna attraverso i luoghi della sua infanzia. I luoghi sono però film e fotografie; e il mondo a cui si riferisce, è quello del neorealismo. Purtroppo non sono sicura che in Internet si riesca ad accedere al documentario completo.

La forza del racconto sta tutto nella prospettiva di Scorsese che, soppesando con consapevolezza immedesimazione emotiva (in quanto discendente di emigrati) e distacco critico (da professionista e americano), riesce ad assicurare un solido ponte culturale tra le immagini e i ritmi narrativi del neorealismo, non sempre accessibili, e la possibile distanza culturale e/o generazionale dell’audience.

Si sa che l’opinione di chi, oltre al giusto distacco oggettivo, ci vuole anche bene, ha un certo valore aggiunto: di solito queste persone riescono insegnarci o a farci vedere cose di noi stessi, spesso positive, che o diamo per scontato, o ci restano del tutto invisibili. Scorsese riesce un po’ a fare questo, ed estrae una quintessenza caratteriale e umana che per gli italiani potrebbe essere in parte scontata:

If you ever had a doubt about the power of movies to effect change in the world, to interact with life in fortifying the soul, then study the example of neorealism. So what was neorealism? Was it a style? Was it a set of rules? Or more than anything else? It was a response to a terrible moment in Italy’s history.

When the war ended in 1945 the Italian film industry was a shamble. So Italian film-maker were sort of on their own, with very precious few resources and the nation of Italy itself needing to be reborn.

How would the film industry, which was in a state of complete disarray come to play such an important part in this rebirth? How did they come to represent an entire people desperate, to redefine themselves, after 20 years of fascism, and the devastation of war?

Desperate times, require desperate measures.

Ed è evidente quanto il neo-realismo vada ben oltre uno stile cinematografico o artistico, ma sia stato piuttosto un’attitudine mentale e una risposta creativa che nello specifico passa per una riappropriazione della realtà – intesa come concretezza, verità, e ridefinizione delle priorità, dopo 20 anni di mistificazioni e dissimulazioni. Difficile non azzardare confronti tra il clima economico, culturale e psicologico del dopo-guerra, e quello attuale.

I punti di risonanza che ho percepito più fortemente dalle parole di Scorsese, soprattutto rispetto a quelle che sono le tendenze dell’Italia di oggi, riguardano le dimensioni della rappresentazione della realtà; della consapevolezza e statura morale; della rappresentazione e definizione della propria identità di popolo, anche rispetto al mondo; della creatività, del metodo di lavoro e di risoluzione dei problemi. Riporto semplicemente le parole di Scorsese, suddividendole per temi:

Realtà e fantasia

It is amazing when I think now, that in same day I might have seen at the cinema a western – a perfect, easy, simple story; a fantasy – and once home, on TV, Paisà. Those places did not look like sets. In Paisà there was no fantasy. Nothing is artistically embellished or enhanced. Everything seems to be simply unfolding, as a life. These films were part of an explosion called “neorealism” that was shaking up how film goes all over the world. After neorealism, nothing would ever been the same again.

So neorealism was not just a question of making the best out of a bad situation, although there was that too. No sets? Use real location; no money to pay real actors? Use no actors. And since the people in the places would come right out of the landscape, so were their stories. Of course there were also sets and actors also in these films, but what is more importanti is that for the first time, illusion took a back seat to reality.

A neorealist had to communicate to the world all what that country had gone through. They needed to dissolve the barrier between documentary and fiction, and in the process, they prominently changed the rules of movie-making.

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Necessità morale e identità

A real neo-realist director did not just want to make these film. He had to make this pictures. Beyond anything else, neorealism came to exist out of a mourne and spiritual necessity.

Alltogether, these movies amounted to a prayer, at the rest of the world to look closely to the Italian people, and see their essential humanity. That’s why they had to be truthful.

Open city [Roma città aperta] became a world-wide success, a phenomenon. At the time, Life magazine wrote that that film helped Italy to regain the nobility that had lost under Mussolini. In a way, Open City became the new Italian embassador to the world.

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Metodo

Some critics and historian consider Paisà to be the purest form of neo-realism. Fellini – who was one of the assistant in Paisà – said that Rossellini did not want to be tight to his script. He was in search of something that he can only get by leaving himself open to every possibility.

E quindi? Cosa è successo alle menti degli italiani dopo questo momento di rinascita e innovazione, quando imparare (strada) facendo era possibile (non ti chiedevano 10 master), sbagliare era legittimo (“fail fast, succeed sooner”), e rischiare uno stile di vita?

E’ sicuramente emblematico che dopo aver visto Umberto D. (non a caso uno dei film che segnano la fine del neorealismo), l’allora ministro alla cultura, un tale Giulio Andreotti, pubblicò una lettera aperta nella quale dichiarava di opporsi al neorealismo, in quanto “i panni sporchi non andavano lavati in pubblico”, e invitava De Sica e i suoi colleghi registi a essere più ottimisti.

E così cominciò un’altra storia, condita da un sapiente dosaggio di buonismo, consumismo e terrorismo, e da una corsa spasmodica e ossessiva verso una vita sempre più divertente, rilucente e irreale, dove sbavature e scivoloni non erano ammessi, e che raggiunse il culmine della sua rappresentazione nelle reti Mediaset…

E quindi…to be continued!

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