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Posts Tagged ‘bandi pubblici truccati’

Si dà il caso di una persona qualificata e competente, più o meno mia coetanea, mia conoscenza di lavoro, che lavora ininterrottamente in regione da almeno quattro/cinque anni, a progetto, con un agonico e striminzito contratto annuale che necessita annuale rinnovamento – sì perché si sa che la regione non apre i concorsi da quel dì.

Si dà il caso che mi venga segnalato un bando pubblico della mia esimia e distinta regione, un bel po’ pertinente al mio ambito di lavoro! Praticamente quello che facevo lassù al nord, ma a livello regionale. Beh, a dir la verità i requisiti sono alquanto restrittivi. Anzi, molto, molto restrittivi. Va beh. Ma esisterà il buon senso, no?

All’uscita dei risultati, qualche settimana dopo, con stupore vedo non solo che la persona che ha vinto è quella mia conoscenza di lavoro; ma che dei 6 candidati, solo a quella persona erano stati riconosciuti i requisiti minimi per poter essere valutato (ovviamente col massimo dei voti). Ora, non credo che gli altri abbiano spedito una candidatura col CV di paperino, e il mio di sicuro non lo era in quanto ad esperienza; risulta quindi un bel po’ strano che i restanti 5 candidati siano tutti stati considerati, non dico insufficienti o successivi in graduatoria, ma proprio non valutabili e pertinenti: “N.V.: mancanza dei requisiti di accesso previsti dal bando – titolo di studio ed esperienza professionale attinente”. Erano effettivamente molto restrittivi quei requisiti…

Non sono per l’eliminazione dei concorsi, in via di principio, perché pur nella manipolazione riescono (forse?) a garantire una certa quota di merito e pari opportunità. Ma d’altra parte, ha senso il sistematico aggiramento dell’obbligo del bando, con la creazione di requisiti contro ogni buon senso HR (in quanto immotivatamente restrittivi) e di conseguenza non soddisfacilbili?

Avrebbe senso invece superare questa anacronistica e ipocrita procedura dei bandi, laddove, come in questo caso, si parli di consulenze pluri-annualmente rinnovate e motivate da effettiva competenza del personale assunto?

E poi mi pare che tutto si riduca una guerra tra poveri: da una parte chi perde tempo (e i soldi della raccomandata :-)) pensando che esista una competizione; e dall’altra parte un precario lì da anni che ogni anno deve rinegoziare la sua posizione, il tutto per un mantenimento delle apparenze e l’incapacità di legittimare la sostanza delle cose.

Qual è la logica che sottende alla sopravvivenza di meccanismi così sfacciatamente superati e riconosciuti limitati? Dato che il bando pubblico non è certo garanzia di trasparenza, perché la pubblica amministrazione non deve essere in grado di fare contratti temporanei per competenze specifiche di cui ha bisogno?

(A chi potesse pensarmi ingenua, vorrei solo dire che questo post non nasce dal mio candido stupore di fronte alle logiche della terra natìa. Ma, al contrario, dalla deliberata e consapevole scelta di mantenere, nonostante la scontatezza, lo sguardo del marziano).

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